Meglio un rimorso o un rimpianto?

Quante volte ci siamo trovati davanti a una scelta chiedendoci: “E se poi me ne pento?”

La paura di sbagliare spesso ci trattiene. Rimandiamo una decisione, rinunciamo a un’opportunità, non diciamo ciò che proviamo o restiamo in una situazione che non ci rende più felici perché ciò che conosciamo, anche quando non ci soddisfa, può sembrarci più sicuro dell’incertezza.

Ed è proprio qui che nasce una domanda: è più difficile convivere con il rimorso per aver fatto una scelta sbagliata o con il rimpianto di non averci mai provato?

Il rimorso nasce da qualcosa che abbiamo fatto e che, tornando indietro, forse faremmo diversamente. Può far male, ma porta con sé un’esperienza: abbiamo scelto, abbiamo vissuto e, probabilmente, abbiamo imparato qualcosa.

Il rimpianto, invece, appartiene a ciò che non abbiamo fatto. Alle parole che non abbiamo pronunciato, alle occasioni che abbiamo lasciato andare, ai cambiamenti che avremmo desiderato ma che non abbiamo avuto il coraggio di affrontare.

Naturalmente, scegliere non significa agire impulsivamente. Significa concedersi la possibilità di ascoltarsi, valutare le conseguenze e domandarsi cosa desideriamo davvero, senza permettere alla paura di decidere sempre al posto nostro.

Forse non possiamo sapere in anticipo se una scelta sarà quella giusta. Possiamo però chiederci:

“Tra qualche anno, cosa potrebbe pesarmi di più: averci provato e aver scoperto che non era la strada giusta, oppure non aver mai scoperto dove avrebbe potuto portarmi?”

Non tutte le scelte ci porteranno dove immaginavamo. Ma anche una strada sbagliata può insegnarci qualcosa di noi.

Perché a volte il vero cambiamento non comincia quando siamo certi di riuscire.

Comincia quando decidiamo che la paura di sbagliare non può essere l’unica ragione per non provarci.

B.F. 27/09/2026